Eco della stampa..ampa...ampa
Ale' iniziamo subito bene di prima mattina, stavolta ci aiuta il Corriere della Sera il quale, ricordo, è uno dei più importanti quotidiani nazionali.
Magari l'articolo che sto per illustrarvi c'era anche ieri, non so. Nel caso, sono molto felice che non mi sia venuto un coccolone stanotte, perché sennò me lo sarei perso...
Vado a citare direttamente, si trova qui e si intitola Stretching per la bocca (andate a vedere di persona se non ci credete...). Al solito i commenti in rosso sono i miei.
Ultima trovata delle macchine per la «bellezza fai da te». Una molla tra i denti per esercitare e distendere i muscoli della faccia (non basterebbe già la prima frase?)
Magari l'articolo che sto per illustrarvi c'era anche ieri, non so. Nel caso, sono molto felice che non mi sia venuto un coccolone stanotte, perché sennò me lo sarei perso...
Vado a citare direttamente, si trova qui e si intitola Stretching per la bocca (andate a vedere di persona se non ci credete...). Al solito i commenti in rosso sono i miei.
Stretching per la bocca
Ultima trovata delle macchine per la «bellezza fai da te». Una molla tra i denti per esercitare e distendere i muscoli della faccia (non basterebbe già la prima frase?)
Nel campo della bellezza e del fitness pare che la fantasia abbia davvero pochi limiti (forse addirittura qualcuno meno di certi giornalisti). Basta vedere le infinte varianti di «macchine» per il body-building casalingo che vengono offerte dai canali locali per farsi un'idea della «creatività» nel settore (ma perché macchine e creatività sono fra virgolette?). Certo però che una «macchina» da stretching per la bocca supera ogni aspettativa (aspettativa?!? supera ogni aspettativa?!?!?) . Che fosse una «notizia» devono averlo pensato anche al giornale francese «Liberation», visto che hanno deciso di mettere in bella mostra in una pagina la fotografia del nuovo «attrezzo» per la bellezza di bocca & muscoli correlati (per fortuna invece noi italiani abbiamo sorvolato, eh?) . Si tratta di una specie di molla che allarga la bocca ai suoi lati costringendo i muscoli della guance e del collo a contrarsi, con un effetto (dicono) distensivo e rinforzante, per (citiamo) «sottolineare l'ovale del viso, combattere il doppio mento, migliorare la circolazione sanguigna...» (combattere il doppio mento!? Sono sotto la sedia dal ridere...) .
Unico sforzo richesto: due sedute di un paio di minuti ciascuna al giorno, aprendo e chiudendo la bocca «contro resistenza». Naturalmente la molla (e quindi la bocca) va tenuta ben larga. Sperando che non scappi da ridere.... (ed eccolo il commentone arguto del nostro giornalista, ahahaha, che sagoma!).
Un'altro articolone da non perdere del Corsera è già lì da un pò (è del 25 settembre) ma non avevo trovato il tempo di citarlo, forse perché alla fine un pò mi indigna. Intanto è nella rubrica "Salute", e vabbè. Però è rivoluzionario, in un certo senso, perché aiuta finalmente i genitori a scoprire se il figlio beve o si droga. Finalmente una metodologia certa che rassicuri i genitori. Vado a citare, articolo qui:
Adesso, a volerla prendere sul ridere mi viene in mente il ragazzino che consegnando pizze a un euro la consegna, riesce verso ottobre a farsi un appuntamento dallo psicologo.
Psicologo: Dimmi, caro, come mai ci incontriamo?
Ragazzino: Ci ho un disagio giovanile
P: Ah
R: Eh
P: Dovuto a cosa.
P: Eh l'altra sera sono arrivato a casa un pò tardi e mio padre mi ha fatto una scenata della madonna. Dice guarda che ti sto osservando con attenzione.
P: Vai avanti
R: M'ha dato un ceffone che quando ho smesso di girare avevo i vestiti che non erano più alla moda. Poi mi ha detto che mi relazione male con la famiglia.
P: (scrive sul suo blocchetto): Capisco
R: Comunque ho capito che con pochi colloqui con lei tutto torna a posto
P: Bè quello poi vediamo
R: Non mi faccia aumentare il disagio giovanile, per favore.
P: No no, ci mancherebbe
R: Però non è per quello che sono venuto da lei
P: Ah no?
R: No, è che sono preoccupato perché mio papà adesso vuole sempre la mia pipì, e mi ha fatto fare un taglio a zero (indica la testa lucida come una palla da biliardo) con la scusa che voleva vedere come stavo da marines. Glielo dico sinceramente a me quando fa così mi viene proprio voglia di aumentare le barriere e alimentare un conflitto controproducente.
P: Ma no, ma no, vedrà che tutto si sistema.
O mi sbaglio?
Unico sforzo richesto: due sedute di un paio di minuti ciascuna al giorno, aprendo e chiudendo la bocca «contro resistenza». Naturalmente la molla (e quindi la bocca) va tenuta ben larga. Sperando che non scappi da ridere.... (ed eccolo il commentone arguto del nostro giornalista, ahahaha, che sagoma!).
Un'altro articolone da non perdere del Corsera è già lì da un pò (è del 25 settembre) ma non avevo trovato il tempo di citarlo, forse perché alla fine un pò mi indigna. Intanto è nella rubrica "Salute", e vabbè. Però è rivoluzionario, in un certo senso, perché aiuta finalmente i genitori a scoprire se il figlio beve o si droga. Finalmente una metodologia certa che rassicuri i genitori. Vado a citare, articolo qui:
Mi spieghi dottore
Come capisco se mio figlio beve o si droga? (notare l'incipit, "mi spieghi dottore". E lui passa a spiegare, d'altronde l'esperto lo si chiama apposta)
Risponde Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità (però, mica paglia! Che credenziali, speriamo di capire il linguaggio scientifico)
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Alcoholism: Clinical & Experimental Research» i genitori di adolescenti che fanno uso di droghe, alcolici o sigarette si rendono conto di questi comportamenti solo nella metà dei casi (deve essere perché loro stanno nello studio precedente).
Ci sono dei segnali che possono essere d'aiuto? (domandona!)
Per capire il proprio figlio fuma spinelli o beve alcolici (sic, non "se" fuma, verificate pure) bisogna valutare con attenzione i suoi comportamenti (azz!). Questo perché di solito l'uso non occasionale di queste sostanze è espressione di una situazione di disagio (cazzo c'entra?). Disagio che può essere evidenziato anche da altri segnali (ma se non mi hai ancora detto quelli prima! Hai mica bevuto?): il ragazzo si comporta male a scuola, non ha un buon profitto, torna a casa tardi la sera, si relaziona male con la famiglia (si relaziona male per forza, va male a scuola e torna a casa tardi, scusi!). Solo in questi casi deve scattare un campanello d'allarme (ma quali? Quali casi? Non ho capito, aaaahhhhh).
Per capire il proprio figlio fuma spinelli o beve alcolici (sic, non "se" fuma, verificate pure) bisogna valutare con attenzione i suoi comportamenti (azz!). Questo perché di solito l'uso non occasionale di queste sostanze è espressione di una situazione di disagio (cazzo c'entra?). Disagio che può essere evidenziato anche da altri segnali (ma se non mi hai ancora detto quelli prima! Hai mica bevuto?): il ragazzo si comporta male a scuola, non ha un buon profitto, torna a casa tardi la sera, si relaziona male con la famiglia (si relaziona male per forza, va male a scuola e torna a casa tardi, scusi!). Solo in questi casi deve scattare un campanello d'allarme (ma quali? Quali casi? Non ho capito, aaaahhhhh).
Come devono comportarsi i genitori?
Un dialogo aperto e una corretta informazione sui rischi associati all'uso di queste sostanze sono fondamentali (e guardate che questi qui sono seri! Sul Corriere della Sera!). E se ci si rende conto che la situazione è più seria di quanto si pensasse bisogna mettersi in contatto con esperti di disagio giovanile (chi? ma che cazzo state a dì, ao'! Ce l'ho io er disaggioooo). In diversi casi anche pochi colloqui riescono a rimuovere l'ostacolo (colloqui? con l'esperto di disagio giovanile? Ma poi chi sarebbe?).
Un dialogo aperto e una corretta informazione sui rischi associati all'uso di queste sostanze sono fondamentali (e guardate che questi qui sono seri! Sul Corriere della Sera!). E se ci si rende conto che la situazione è più seria di quanto si pensasse bisogna mettersi in contatto con esperti di disagio giovanile (chi? ma che cazzo state a dì, ao'! Ce l'ho io er disaggioooo). In diversi casi anche pochi colloqui riescono a rimuovere l'ostacolo (colloqui? con l'esperto di disagio giovanile? Ma poi chi sarebbe?).
Cosa è meglio non fare? (leggere certa stampa?)
Non bisogna frugare dappertutto alla ricerca del «corpo del reato» o raccogliere di nascosto campioni di urina o capelli da far analizzare per la ricerca di droghe (raccogliere di nascosto campioni di urina o capelli da far analizzare per la ricerca di droghe?!?! Ma cazzo diteeeeee). Il rischio è di aumentare le barriere e alimentare un conflitto controproducente (ma dai?).
Non bisogna frugare dappertutto alla ricerca del «corpo del reato» o raccogliere di nascosto campioni di urina o capelli da far analizzare per la ricerca di droghe (raccogliere di nascosto campioni di urina o capelli da far analizzare per la ricerca di droghe?!?! Ma cazzo diteeeeee). Il rischio è di aumentare le barriere e alimentare un conflitto controproducente (ma dai?).
Antonella Sparvoli <- questa qui è la firma della giornalista. Nel senso che qui l'articolo è FINITO, giuro, potete verificare da soli.
Adesso, a volerla prendere sul ridere mi viene in mente il ragazzino che consegnando pizze a un euro la consegna, riesce verso ottobre a farsi un appuntamento dallo psicologo.
Psicologo: Dimmi, caro, come mai ci incontriamo?
Ragazzino: Ci ho un disagio giovanile
P: Ah
R: Eh
P: Dovuto a cosa.
P: Eh l'altra sera sono arrivato a casa un pò tardi e mio padre mi ha fatto una scenata della madonna. Dice guarda che ti sto osservando con attenzione.
P: Vai avanti
R: M'ha dato un ceffone che quando ho smesso di girare avevo i vestiti che non erano più alla moda. Poi mi ha detto che mi relazione male con la famiglia.
P: (scrive sul suo blocchetto): Capisco
R: Comunque ho capito che con pochi colloqui con lei tutto torna a posto
P: Bè quello poi vediamo
R: Non mi faccia aumentare il disagio giovanile, per favore.
P: No no, ci mancherebbe
R: Però non è per quello che sono venuto da lei
P: Ah no?
R: No, è che sono preoccupato perché mio papà adesso vuole sempre la mia pipì, e mi ha fatto fare un taglio a zero (indica la testa lucida come una palla da biliardo) con la scusa che voleva vedere come stavo da marines. Glielo dico sinceramente a me quando fa così mi viene proprio voglia di aumentare le barriere e alimentare un conflitto controproducente.
P: Ma no, ma no, vedrà che tutto si sistema.
O mi sbaglio?
